Riferimento del Segr. Celli - CGG del 16 maggio 2017

Eccellenze,
Signore e Signori Consiglieri,
 
desidero compiere un riferimento sulla partecipazione della Repubblica di San Marino agli Spring Meetings del Fondo Monetario Internazionale che si sono tenuti a Washington dal 20 al 23 aprile scorso.
 
In tale contesto, la delegazione sammarinese – composta dal sottoscritto, dal Segretario di Stato per l’Industria e il Lavoro Andrea Zafferani, dal Funzionario del Dipartimento Affari Esteri Silvia Marchetti, dal Presidente BCSM Wafik Grais e dal Direttore Generale BCSM Lorenzo Savorelli – si è potuta confrontare in maniera ampia e approfondita con i tecnici del FMI sugli esiti della Missione Article 4 avvenuta a San Marino agli inizi dello scorso mese di febbraio.
 
I tecnici del FMI naturalmente hanno confermato le valutazioni generali contenute nel Report Conclusivo pubblicato ad inizio aprile e hanno focalizzato la loro attenzione sul percorso di ristrutturazione del settore bancario che il Governo sammarinese sta portando avanticon convinzione.
 
Con i tecnici del FMI sono stati condivisi i driversfondamentali su cui si basa la strategia complessiva di consolidamento e di sviluppo del sistema finanziario tracciata dal Governo:
 
1. Asset Quality Review. 2. Rafforzamento della Vigilanza di BCSM. 3. Cassa di Risparmio e Asset Banca. 4. La ristrutturazione del settore bancario : solidità , legalità, reputazione e adesione alle best practices internazionali in ambito bancario. 5. Internazionalizzazione. 6. Il personale del settore bancario.
 
1. ASSET QUALITY REVIEW
 
I tecnici del FMI hanno ribadito la validità della scelta di intraprendere un’opera dettagliata di valutazione degli attivi iscritti nei bilanci di tutte le istituzioni bancarie; opera che è stata ultimata sulla base dei dati al 31 dicembre 2016, come è stato annunciato proprio nei giorni della nostra trasferta a Washington.
 
Penso sia abbastanza chiaro a tutte le persone dotate di buonsenso che il sistema bancario sammarinese evidenzi un importante deficit di capitale, che va gestito e superato in modo ordinato, efficace e intelligente, senza farsi prendere dal disfattismo e dalla frenesia ricercando soluzioni superficiali e improvvisate, mirate a riversare sulla collettività le responsabilità acclarate invece di condividere scelte nell’interesse dei sammarinesi.
 
Già a partire dai prossimi giorni i risultati della AQR, oggi disponibili a BCSM, saranno discussi con ogni singola banca al fine di identificare i piani di ricapitalizzazione necessari a colmare i gap nel capitale di vigilanza in base alle normative di organizzazione, nonché degli standing alone, e all’efficienza che porta anche all’indispensabile consolidamento del sistema bancario anche alla luce delle richieste delle Agenzie di Rating, come Fitch che in questi giorni si trova a San Marino.
 
Va detto che l’AQR ha effettuato anche una analisi dettagliata del rispetto delle best practices internazionali nelle procedure interne (risk managment, accountability, anti-riciclaggio, ecc.) e dell’adeguatezza in termini professionali delle governance di ogni singola banca. Con BCSM saranno discusse le riforme delle procedure interne e gli interventi sulle governance necessari ad essere aderenti alle migliori pratiche richieste dagli organismi internazionali.
 
L’obiettivo di fondo risiede nella adozione – da parte delle istituzioni bancarie – di piani industriali credibili, di adeguati interventi di ricapitalizzazione e di management all’altezza, per raggiungere il risultato di uscire dall’AQR con un sistema bancario più solido e competitivo.
 
In merito alla gestione degli Npls ormai è chiara l’intenzione del Governo di procedere con una loro gestione pubblica attraverso la costituzione di una bad bank di sistema. E’ una scelta che si basa sulla convinzione che le risorse derivanti dall’azione di recupero dei crediti debbano andare a beneficio dell’intera comunità sammarinese e sulla consapevolezza che una larga parte di questi crediti in sofferenza siano di fatto già detenuti dallo Stato, essendo proprietario di Cassa di Risparmio.
 
Per stabilire il destino degli Npls che sono in pancia alle altre istituzioni bancarie, va data loro la possibilità di confrontarsi con la BCSM e di verificare la loro disponibilità a predisporre piani industriali efficaci e ricapitalizzazioni adeguate, affinché il problema dei crediti in sofferenza possa essere gestito in modo prudenziale.
 
L’obiettivo di fondo consiste nell’innescare un processo virtuoso che porti tutte le istituzioni bancarie a essere solide.
 
A tal proposito, va inserito nel ragionamento il tema della Centrale dei Rischi che verrà resa operativa, internamente, nel momento in cui il confronto tra la BCSM e le singole istituzioni bancarie verrà esaurito e comunque prima degli Annual Mettings del FMI che si terranno a Washington intorno alla metà del prossimo mese di ottobre.
 
La Centrale dei Rischi a cui BCSM sta lavorando già da alcuni mesi si ispira alle linee guida dettate dalla Banca Centrale Europea e dovrà essere un presidio fondamentale per una corretta gestione del credito da parte degli operatori bancari.
 
2. RAFFORZAMENTO DELLA VIGILANZA DI BANCA CENTRALE
 
Il percorso delineato non può essere slegato dalla esigenza di rafforzare in termini quali-quantitativi la Divisione Vigilanza della BCSM, con particolare riferimento ad alcune funzioni-chiave come quella legale e quella della vigilanza cartolare. Tutto ciò, che sarà presentato a breve all’autorità politica in base della due diligence effettuata da una importante società di audting review, va perseguito garantendo un equilibrio nel conto economico della banca, non trascurando il fatto che attualmente vengono erogati diversi servizi in favore della Pubblica Amministrazione. Vanno effettuate modifiche allo Statuto sulla base delle indicazioni che già diversi anni fa ci fornì il FMI, vanno riorganizzate le funzioni della Tesoreria, dell’Esattoria e dell’AIF in modo che queste meglio si allineino col mandato di una banca centrale e siano sostenibili finanziariamente. Sarà anche importante una revisione profonda dei modi di retribuzione variabile di managers e personale al fine di ottimizzare i costi e garantire un rapporto stretto tra performance e premi.
 
3. CASSA DI RISPARMIO E ASSET BANCA
 
Va detto senza alcun fraintendimento: il processo di consolidamento e di sviluppo del settore bancario passa attraverso l’assegnazione a Carisp del ruolo, consentitemi di ricorrere al gergo cestistico, di pivot del sistema.
 
E’ questo lo spirito con cui il Governo ha chiesto al nuovo CDA di predisporre al più presto un piano industriale che riporti Carisp ad essere competitiva sul mercato, efficiente nella gestione della sua struttura organizzativa e soprattutto che sia istituzione a supporto della parte restante del settore bancario.
 
In questo contesto l’Assemblea dei Soci sarà chiamata ad approvare il bilancio di Carisp che in attesa di verifiche puntuali da parte del nuovo CDA, presenta inequivocabili criticità. Già così infatti, con una perdita vicina agli 80 milioni di euro che potrebbe essere anche di molto superiore sulla base delle valutazioni compiute dal FMI nel 2015 e 2016, si pongono necessariamente l’obbligo di ricostituzione del capitale e l’esigenza di procedere a una ricapitalizzazione per riequilibrare i coefficienti patrimoniali, legali e organizzativi, così come previsto dalle disposizioni della Banca Centrale e dalle raccomandazioni degli organismi internazionali.
 
Asset Banca, invece, è una realtà gravemente deteriorata come certificato dal commissariamento, con un forte deficit di capitale, con procedure e gestione interne irrecuperabili e molti aspetti di opacità e di potenziale illegalità.
 
Ad oggi, per proteggere gli attivi di valore, i risparmiatori, i depositanti e gli investitori, anche istituzionali come i Fondi Pensione, la soluzione più sostenibile al momento appare una qualche forma di cessione a Cassa di Risparmio, che il Governo sta caldeggiando per far si che si realizzi una operazione a supporto del sistema e dei cittadini.
 
Il Governo, in sinergia con la BCSM, sta già intervenendo su queste due realtà che sono indubbiamente i focolai più critici del sistema e richiedono soluzioni immediate per poter procedere alla ristrutturazione dell’intero sistema.
 
La messa in sicurezza di Asset va completata al più presto per evitare che il collasso di questa istituzione bancaria, pur piccola e deteriorata, abbia un effetto negativo di contagio sul resto del sistema e ne impedisca il miglioramento della reputazione e della credibilità.
 
Cassa è l’istituzione più importante del sistema e la Cassa ricapitalizzata, controllata al cento per cento dall’azionista Stato, guidata dal nuovo CDA e supportata dalla BCSM, rappresenta la chiave di volta nel piano di riforma e di rilancio del sistema bancario sammarinese nei tempi necessari, perciò brevissimi, per evitare il collasso e altri scossoni di carattere reputazionale che stiamo cercando di arginare.
 
La risoluzione incrociata di queste due emergenze, Cassa e Asset, permetterà di superare gli ostacoli principali alla ristrutturazione del sistema bancario e consentirà di affrontare una percentuale rilevante del bisogno di ricapitalizzazione del sistema.
 
4. LA RISTRUTTURAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO: SOLIDITA’, LEGALITA’, REPUTAZIONE E BEST PRACTICES INTERNAZIONALI
 
Le risorse finanziarie che dovranno garantire questo percorso di rafforzamento patrimoniale di Carisp e dell’intero sistema bancario vanno reperite attraverso una strategia seria e trasparente che va accompagnata da un piano di riforme economiche, sociali e istituzionali, finalizzate a definire un nuovo modello di sviluppo basato su sostenibilità, innovazione, efficienza e internazionalizzazione e a garantire il raggiungimento di un equilibrio strutturale del bilancio dello Stato.
 
Le opzioni per il finanziamento del sistema sono molteplici e vanno dall’identificazione di risorse interne, al supporto di massime istituzioni finanziarie pubbliche o private, sovrane o internazionali, tenendo al contempo in considerazione – almeno in termini di prospettiva – la possibilità di emettere strumenti di debito con diversi livelli di subordinazione da collocare sui mercati.
 
Ogni scelta, comunque, andrà fatta con il massimo confronto a livello politico e con il diretto coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e datoriali.
 
I recenti eventi legati alla autorizzazione da parte di VISA INTERNATIONAL al consorzio TPAY mostrano il valore concreto della reputazione nel garantire disponibilità e risorse finanziarie dal mondo esterno a San Marino. Senza intervenire con rigore e senza agire fino in fondo per eliminare ogni residuo elemento di opacità, illegalità e mancanza di soddisfazione dei requisiti di competenza e onorabilità dei diversi players del settore finanziario sammarinese, sarà vano rivolgersi ai mercati e alle istituzioni internazionali per ottenere assistenza, finanziamenti e in generale un trattamento alla pari nelle negoziazioni. Questo si applica in pari modo ai possibili sottoscrittori di emissioni obbligazionarie sammarinesi, alle istituzioni internazionali quali la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale e ad altri interlocutori sovrani e istituzionali.
 
Pertanto l’azione del Governo va letta nell’ottica di affermare in modo rigoroso e inequivocabile la legalità e la trasparenza all’interno del settore bancario sammarinese. L’incondizionata adesione alle best practices internazionali da parte degli intermediari finanziari rappresenta infatti un prerequisito fondamentale per far si che l’intero comparto creditizio sia in grado di relazionarsi autorevolmente con l’esterno.
 
E’ questa la chiave di lettura attraverso cui va interpretata l’attività che sta conducendo l’Autorità di Vigilanza della BCSM. Occorre estirpare le patologie presenti nel sistema attraverso un’opera di bonifica che elimini le zone di opacità, che riduca i fenomeni distorsivi e le illegalità e che incentivi comportamenti virtuosi orientati al rispetto del principio della sana e prudente amministrazione.
 
I provvedimenti di rigore – come ad esempio l’amministrazione straordinaria – emanati da una qualsiasi banca centrale sono, per natura, atti invasivi che inevitabilmente determinano alcuni effetti negativi, a livello sistemico e verso la stessa banca colpita.
 
Tuttavia non ho alcun dubbio nel sostenere che sarebbero decisamente più rilevanti i potenziali danni subiti dalla clientela causati dalla perdurante mala gestio di una istituzione bancaria, come peraltro ampiamente dimostrato nel corso dell’audizione del vertice di BCSM in Commissione Finanze svoltasi nella giornata di ieri.
 
In campo bancario e finanziario, nascondere o minimizzare una criticità non ne comporta mai, e dico mai, la risoluzione. Anzi, un simile atteggiamento provocherebbe la progressiva crescita del problema che ad un certo esploderebbe con effetti del tutto imprevedibili e difficilmente governabili, cosa che il governo con il suo lavoro sta provando a evitare.
 
La strada del rigore pertanto va continuata e se possibile rafforzata, non con l’animo di chi vuole lasciare morti e feriti lungo il percorso, ma con la ferma volontà di chi desidera riposizionare il settore bancario sul piano internazionale, puntando sull’innovazione dei servizi, sul dinamismo delle strutture, sulla competenza e sulla professionalità delle governance e sulla qualità e sulla competitività dei prodotti offerti.
 
Su questo terreno non sono consentiti arretramenti di alcun genere.
 
Legalità, trasparenza e rispetto delle migliori pratiche internazionali, sono i pilastri su cui dovrà basarsi un settore bancario efficiente che sia nelle condizioni di supportare in modo concreto la crescita e lo sviluppo del Paese.
 
5. L’INTERNAZIONALIZZAZIONE
 
Con questa azione il Governo sta rafforzando l’accreditamento internazionale del Paese.
 
Le relazioni economiche e finanziarie vanno imperniate attraverso una visione che consenta di acquisire credibilità e autorevolezza sul piano multilaterale, nel rapporto con il Fondo Monetario e la Banca Mondiale, e nel contesto europeo, nel rapporto con la Commissione e la B.C.E.
 
Seguendo rigorosamente queste due direttrici, sono convinto – come ho già avuto modo di ribadire in più di una occasione – che San Marino possa puntare a diventare un centro di servizi bancari, finanziari e assicurativi ad alto valore aggiunto e in tal senso la scelta di perseguire una maggiore integrazione con l’Unione Europea e con il resto del Mondo va interpretata in termini di significativa opportunità.
 
Va rafforzata la nostra capacità di attrazione di capitali e progetti imprenditoriali esteri e in questa ottica diventano nevralgici il mantenimento di un adeguato livello di efficienza fiscale, l’ampliamento delle relazioni con altri Stati e in particolare con le economie in via di sviluppo, l’incentivazione della libertà nei movimenti di capitali, la stipula di accordi bilaterali per la promozione e la protezione degli investimenti e l’implementazione dei servizi e delle competenze finanziarie necessarie a far diventare il sistema bancario interlocutore di idee, progetti e risorse, che vanno sviluppate nell’interesse della comunità sammarinese e che vanno integrate con gli altri settori economici interni e con i mercati esterni.
 
Il Governo si muove attivamente al fine di elevare il potenziale di crescita nazionale all’interno del contesto internazionale e competere nel mercato unico europeo tenendo conto delle dimensioni e delle peculiarità stesse del nostro Stato e valorizzando il posizionamento geografico strategico nell’area Mediterranea.
 
Oggi, per San Marino la vera sfida risiede nell’individuazione di specifici fattori di crescita all’interno di un modello di sviluppo più sostenibile ed in uno scenario internazionale profondamente mutato da alcuni anni a questa parte.
 
Proiettare il sistema bancario sammarinese verso il futuro significa la necessità di maturare una visione più ampia, che porti a una collocazione a pieno titolo nel mercato europeo e non europeo; va ricercata una concreta revisione del modello di business delle banche e dei servizi finanziari, concentrandosi su servizi sempre più innovativi e ad alta professionalità, in grado di dare risposte alle esigenze della clientela locale e di intercettare l’interesse di investitori esterni.
 
6. IL PERSONALE BANCARIO
 
Da ultimo, ovviamente non per importanza, intendo affrontare il tema delle circa 650 persone che attualmente lavorano nel settore bancario.
 
Mi rivolgo a loro, dicendo che il Governo vive questa delicatissima fase con angoscia e inquietudine. Non stiamo affrontando a cuor leggero i problemi che coinvolgono centinaia di famiglie, stiamo lavorando in silenzio con realismo, senso di responsabilità e consapevolezza della gravità della situazione.
 
Nel progetto di ristrutturazione che il Governo, insieme a BCSM, sta definendo, non si può escludere che si vengano a materializzare esuberi di personale nella varie istituzioni bancarie. Il nostro impegno va nella direzione di contenere il più possibile il numero delle persone che perderanno il loro posto di lavoro.
 
Per queste ragioni stiamo già valutando alcune ipotesi di misure a tutela dell’occupazione che a breve inizieremo a discutere con le organizzazioni sindacali e con i rappresentanti delle banche.
 
Forme di solidarietà tra lavoratori, incentivazione del part-time e percorsi di pensionamento anticipato, sono solo alcune delle proposte su cui il Governo desidera aprire il ragionamento per dare una risposta concreta e una speranza a chi oggi ogni mattina si sveglia con la paura di ritrovarsi senza un posto di lavoro.
 
Aggiungo, inoltre, che il Governo intende attivare appositi corsi di formazione professionale per riqualificare il personale del settore bancario, in particolare puntando sulla specializzazione nel recupero dei crediti che nei prossimi anni potrà generare diverse decine di posti di lavoro.
 
Eccellenze,
Signore e Signori Consiglieri,
 
concludo questo intervento rappresentandoVi la consapevolezza del Governo rispetto alla gravità della situazione in cui si trova la Repubblica di San Marino.
 
Sarebbe sin troppo facile sostenere che abbiamo ereditato problemi di portata quasi inimmaginabile, ma non mi interessa fare politica guardando continuamente negli specchietti retrovisori, è il momento di volgere lo sguardo al presente e ancor di più al futuro.
 
Siamo in piena fase di emergenza e come tale va affrontata. Con coraggio, determinazione e caparbietà.
 
E’ il tempo di dare al Paese una prospettiva seria e credibile, una prospettiva fondata su un modello di sviluppo virtuoso, sostenibile e perfettamente integrato con la Comunità Internazionale.
 
Con questo breve intervento credo di aver delineato, seppur sommariamente, il perimetro al cui interno definire una visione di futuro ambiziosa e concreta, che permetta all’intera comunità sammarinese di non avere più paura del presente e di guardare con fiducia e ottimismo al domani.
 
San Marino, lì 16 maggio 2017
 


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